lunedì, Aprile 22, 2024
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COSA SI DEVE FARE NELLE AZIENDE SANITARIE per la prevenzione delle violenze contro gli operatori sanitari e socio-sanitari: proposte operative

La violenza nei luoghi di lavoro rappresenta un rischio professionale per la sicurezza e salute di tutti i operatori sanitari e non ed al pari degli altri rischi lavorativi nelle aziende oltre a quanto previsto dalla Legge 113/2020 deve essere applicato quanto previsto dal D.Lgs 81/08 T.U. sulla salute e sicurezza sul lavoro. 
E non c’è dubbio che, così come le rapine nelle banche, anche i rischi di aggressioni al personale sanitario siano ormai all’ordine del giorno e, quindi, prevedibili.
Pertanto le aziende sanitarie devono effettuare la valutazione di questo rischio e redigere il relativo documento (DVR); la responsabilità di tutto ciò è in capo ai direttori generali (datore di lavoro)ed è un obbligo non delegabile che ne porta la completa responsabilità (penale).

È necessario quindi:
- comprendere tutte le condizioni di esposizione ad episodi di molestia e violenza, non solo quelli che derivano dagli utenti esterni ma anche la violenza interna (tra operatori) (definizione ILO di molestie e violenza: interna e esterna);
- la valutazione deve essere fatta tenendo conto del genere, dell’età, della provenienza;
- deve identificare le misure di prevenzione collettive ed individuali da adottare ;
- deve individuare percorsi di formazione per lavoratori e lavoratrici esposti al rischio specifico;
Primo atto per affrontare questo genere di rischi è :
la costituzione di un Gruppo di valutazione in capo al Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) che ricomprenda varie figure: il responsabile rischio clinico e sicurezza del paziente, il  medico competente (MC), i Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza (RLS), gli affari legali e/o gestione risorse umane, la formazione, le professioni: infermieristica e medica e necessita di altre competenze quali quelle rinvenibili nella Psicologia Aziendale, del Comitato Unico di Garanzia (CUG), dell’URP ecc.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Importante elemento è il monitoraggio degli eventi sentinella (molestie) anche attraverso indagini interne ad hoc, la valutazione del rischi stress lavoro correlato e del clima interno;
la rilevazione  e monitoraggio delle segnalazioni (procedure interne, portale ..); 
Per la valutazione occorre prendere in considerazione:

TIPOLOGIA ATTIVITÀ: a contatto con pubblico, lavoro isolato in orari serali/notturni, operare in territori a elevato tasso di criminalità, o in attività che potrebbero creare conflitti (vigilanza, ispezioni, affido minori..);

CONTESTO ORGANIZZATIVO: organizzazione degli spazi, modalità di accesso degli utenti alle prestazioni, comunicazione e gestione delle attività, sistemi di identificazione, copertura dei turni…

AMBIENTE DI LAVORO: analisi delle singole strutture: entrate, vie di uscita,  Illuminazione, arredi, sistemi di allarme, sistemi di sorveglianza e/o videosorveglianza….sistemi di allarme, senza trascurare la loro localizzazione (luoghi isolati) le aree esterne e i parcheggi;
 
ASSISTENZA DOMICILIARE: Programmazione, mappatura interventi a rischio, presenza di altri operatori;

TIPOLOGIA DI UTENTI: pazienti psichiatrici o sotto l’effetto di alcool e droga o sottoposti a procedimenti giudiziari; pazienti confusi agitati con deficit cognitivi, presenza d di barriere linguistiche; utenti con animali pericolosi;

MISURE DI PREVENZIONE: È necessario comunque creare dei gruppi omogenei di lavoratori in questo modo sarà più semplice prendere le opportune misure di prevenzione e le misure correttive;
 
ADOZIONE DI UNA POLITICA AZIENDALE DI TOLLERANZA ZERO VERSO LE MOLESTIE E LA VIOLENZA verbale e fisica, che preveda azioni concrete: piano di comunicazione ospedale-paziente, monitoraggio delle condizioni interne di gestione del personale che possono favorire atteggiamenti aggressivi, adozione di un codice etico; promuovere un clima organizzativo positivo orientato alla riduzione degli episodi di violenza;

INFORMAZIONE/FORMAZIONE/ADDESTRAMENTO E SENSIBILIZZAZIONE: programmi di comunicazione, sensibilizzazione degli utenti e della popolazione; informazione formazione specifica per lavoratori e lavoratrici: riconoscere i segnali di rischio, strumenti operativi per la riduzione del rischio ed adozione comportamenti preventivi; formazione di dirigenti e preposti per la prevenzione e gestione della violenza;

MISURE ORGANIZZATIVE: pianificazione turni (non massacranti); presenza di più operatori nelle condizioni di rischio (almeno due); 

DEFINIZIONE DEL SISTEMA DI SUPPORTO ALLA VITTIMA ED AL GRUPPO DI APPARTENENZA: assicurare un opportuno trattamento e sostegno agli operatori vittima di violenza o che possono essere rimasti traumatizzati per aver assistito ad un episodio di violenza attraverso la valutazione psicologica e la presa in carico dei singoli (DPTS) e dei gruppi. Assicurare il supporto legale, in relazione a quanto previsto dalla legge 113/2020; prevede un percorso di accompagnamento al rientro al lavoro, in collaborazione con il Medico Competente.


A cura di:
Rossana Mancini,  Medico del Lavoro 
Direttrice UOC Igiene e Salute Luoghi di Lavoro 
USL Toscana Sud Est
Presidente CUG aziendale 
Componente  Consiglio Nazionale ANAAO  
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